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Il coraggio della pace

Il Gemellaggio tra Caiazzo ed Ochtendung riceve un importante riconoscimento

Venerdì 6 giugno 2014, l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Reinhard Schafers,  ha conferito il Cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania ai Signori Angelo Insero, Oreste Insero, Tommaso Sgueglia e Nicola Sorbo, rispettivamente presidente dell’Associazione Familiari Vittime di Montecarmignano, presidente dell’Associazione “Amici di Ochtendung”, Sindaco di Caiazzo ed ex Sindaco di Caiazzo nonché colui che ebbe l’intuizione di proporre il gemellaggio tra le cittadine di Caiazzo e Ochtendung che, come sappiamo, sono state entrambe, anche se in modi molto diversi, “vittime” della stupidità umana e della crudeltà della guerra: l’una conserva la memoria di un atroce massacro, l’altra fu a lungo – nella totale inconsapevolezza dei suoi cittadini –  abitata dall’artefice di quell’efferato delitto.

E’ più facile fare la guerra che fare la pace” sostiene –  e a ragione – il nostro grande papa Francesco. Va da sé che un atto di fratellanza così forte, voluto da Sorbo e sostenuto da tanti di noi, ha meritato il conferimento del Cavalierato, così come meritò l’unico e lunghissimo applauso la sera del 14 gennaio 1997 in una cerimonia che annualmente si tiene a Magonza per sottolineare i fatti importanti avvenuti nell’anno appena trascorso.

L’Ambasciatore ha ricordato la storia drammatica di Montecarmignano e ha sottolineato il profondo valore storico e di unione che porta con sé il Gemellaggio tra Caiazzo ed Ochtendung; gemellaggio che dura da quasi 18 anni, anche se i primi passi furono mossi tra la primavera e l’autunno del 1995 quando ci fu la proposta dell’allora sindaco di Caiazzo Nicola Sorbo. A sostenere l’iniziativa si formò un Comitato per il Gemellaggio che volle salutare una delegazione proveniente da Ochtendung con queste parole: Noi crediamo di aver individuato come obiettivi di questo gemellaggio il dialogo e il confronto tra le nostre culture… per stringerci intorno ai morti di Montecarmignano, uniti da un comune sentimento di commozione. Ci rendiamo conto che la vostra commozione ha qualcosa in più: ed è la difficoltà di esprimere, senza essere fraintesi, il profondo rammarico per quanto verificatosi ad opera di qualcuno che è stato Vostro concittadino.

Sostiene Wiesenthal: “Hitler ha non solo ucciso milioni di Ebrei e milioni di suoi avversari, ha distrutto moralmente anche milioni di Tedeschi e milioni di Austriaci, e questo per generazioni. Essere tra le vittime è terribile – ma ancora più terribile è far parte dei boia”.

Il nostro gesto, continua la lettera del Comitato, sia la speranza che le generazioni future non abbiano a conoscere la realtà della guerra. Forse è un’utopia: ma solo se si progettano utopie si può sperare che si realizzino i sogni.

Proprio la mattina del 6 giugno 2014 papa Francesco ha detto: «La pace è un dono di Dio ma richiede il nostro impegno. Cerchiamo di essere gente di pace nelle preghiere e nei fatti».

Ilaria Cervo